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    FOTOSINTESI, come lavoriamo con l’AI

    Che cosa decide la persona e che cosa calcola la macchina, in un metodo che mette fotografia, girato reale e intelligenza artificiale nello stesso processo.

    FOTOSINTESI, come lavoriamo con l’AI
    Immagine: lo studio di ArtistProof a Roma, via Luigi Galassi.

    La domanda giusta riguarda il punto in cui passa il confine della decisione. Una macchina generativa calcola probabilità: propone l’immagine più verosimile a partire da ciò che ha visto. Una persona sceglie, e scegliere vuol dire anche rinunciare. Il metodo dello studio nasce da questa distinzione, che prima di essere tecnica è morale.

    Dal set, prima di tutto

    FOTOSINTESI parte da ciò che lo studio realizza con le proprie mani: fotografie e riprese su un set vero, con persone, luce, materia. Quel materiale è l’origine e la misura. L’intelligenza artificiale entra nel flusso dopo, per sviluppare una scena, una transizione, una variazione, sempre secondo la direzione del progetto. Regia, selezione e montaggio tengono insieme le parti; nessuna immagine esce perché la macchina l’ha proposta, ma perché qualcuno l’ha voluta.

    Il set nello studio di ArtistProof a Roma, via Luigi Galassi
    Il set nello studio di ArtistProof a Roma, via Luigi Galassi

    Tre cose che dichiariamo

    Per questo nelle schede dei lavori indichiamo da quali materiali siamo partiti, dove è intervenuta l’AI e come quella parte si integra con regia, colore e suono. È una scelta di metodo. Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, all’articolo 50, chiede trasparenza sui contenuti generati o manipolati che possono sembrare autentici; la legge italiana 132 del 2025 lega la tutela d’autore al lavoro intellettuale della persona. Dichiarare il processo è il modo più semplice di stare dentro queste regole e, prima ancora, di rispettare chi guarda.

    Che cosa non diciamo

    Non attribuiamo il metodo a lavori del passato né a film interamente generati, e non chiamiamo proprietari strumenti che non lo sono. Le campagne non commissionate dello studio, realizzate interamente con l’AI, lo dichiarano nel testo. Lo strumento domani sarà diverso; la specificità sta nelle decisioni dell’autore e nel modo in cui lo studio organizza il lavoro.

    Un esempio

    Nel film istituzionale Ciò che ci unisce, per FiberCop, riprese cinematografiche, immagini d’archivio e componenti generate passano dalla stessa regia e dallo stesso montaggio, secondo una direzione visiva comune. Il risultato si giudica come si giudica un film.

    Ciò che ci unisce, film istituzionale per FiberCop ideato e diretto da Matteo Basilé, prodotto da ArtistProof, 2026
    Ciò che ci unisce, film istituzionale per FiberCop ideato e diretto da Matteo Basilé, prodotto da ArtistProof, 2026

    La Rome Call for AI Ethics, firmata a Roma nel 2020, chiede che i sistemi siano trasparenti, inclusivi, responsabili. Tradotto nel lavoro di uno studio d’immagine, vuol dire una cosa sola: sapere sempre, e poter dire, chi ha deciso che cosa.

    Fonti

    1. Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale (AI Act), art. 50 (si apre in una nuova scheda)
    2. Legge 23 settembre 2025, n. 132, disposizioni in materia di intelligenza artificiale (si apre in una nuova scheda)
    3. Rome Call for AI Ethics, 2020 (si apre in una nuova scheda)
    4. P. Benanti, Oracoli. Tra algoretica e algocrazia, Luca Sossella Editore, 2018
    5. Agenda Digitale, «Legge sull’AI: come si applica, tutti gli aspetti pratici e i fronti critici» (si apre in una nuova scheda)
    6. ArtistProof, Ciò che ci unisce, scheda del film (si apre in una nuova scheda)

    Crediti

    Immagine: lo studio di ArtistProof a Roma, via Luigi Galassi.

    Testo: Airona Altman.

    I film dello studio

    Leggi anche

    ArtistProof sviluppa film, campagne e installazioni su incarico di brand e istituzioni.

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